2. L’EXTRATERRITORIALITÀ’ NELLA POLITICA DI BLOCCO

 

E’ utile un breve riassunto delle principali leggi che supportano l’applicazione extraterritoriale della politica di blocco, per capire l’immoralità e l’illegalità del messaggio degli Stati Uniti quando qualifica il blocco come una questione bilaterale fra entrambi i Paesi.

Nel 1992, come conseguenza del trionfalismo esistente negli Stati Uniti dopo la vittoria strategica della cosiddetta Guerra Fredda, prevaleva nei circoli imperialisti di questo Paese la percezione che era arrivato il momento di distruggere la Rivoluzione Cubana. A questo proposito, è stata approvata la cosiddetta Legge per la Democrazia cubana, conosciuta come Legge Torricelli.

Nell’anno in cui viene firmata la Legge Torricelli, Cuba acquistava, mediante società sussidiarie straniere o affiliate, da aziende nordamericane prodotti vitali come medicinali e generi alimentari. Nel 1991, il volume di scambio con sussidiarie era pari ai 718 milioni di dollari, di cui, 91% erano generi alimentari e medicinali. Questo commercio è stato eliminato drasticamente come risultato della suddetta legge.

In virtù della suddetta legislazione, viene proibito l’entrata ai porti statunitensi per un periodo di 180 giorni alle navi che, al di la della loro nazionalità o bandiera, avessero toccato porto cubano o trasportato merci da o verso Cuba, sotto la minaccia di includerli in una “lista nera”, violando le più elementari norme della libertà di commercio e di navigazione, stabilite dal Diritto Internazionale, gli accordi internazionali e le disposizioni delle Nazioni Unite a questo proposito.

Come se non bastasse l’ignoranza e la violazione del Diritto Internazionale, nel 1996 gli Stati Uniti adottano la cosiddetta Legge Helms-Burton, indirizzata non solo a impedire il commercio di Cuba con gli altri Paesi del mondo ma anche ad arginare il nascente processo d’investimento straniero sotto forma di capitali, tecnologia e mercati.

Con questa Legge, gli Stati Uniti si attribuiscono il diritto di decidere ufficialmente e pubblicamente sugli affari inerenti alla sovranità di altri Stati.

Inoltre, questa legge indica al Segretario di Stato di “escludere” dagli Stati Uniti i funzionari e i direttori di società che violino il ferreo blocco contro Cuba, impedendo loro la libera entrata al territorio statunitense, e costringendo il Segretario a compilare una lista di persone “da escludere”

Anche se ambedue le leggi hanno intensificato e aggravato questa inaccettabile violazione del Diritto Internazionale, il fatto che sia il Parlamento che il Presidente abbiamo sancito le disposizioni precedenti e la loro applicazione pratica, ha implicato ogni volta trasgressioni alla sovranità di altre nazioni.

Il Governo degli Stati Uniti ha applicato in modo extraterritoriale, la sua legislazione, ignorando i legittimi interessi di Paesi terzi d’investire e di sviluppare relazioni economiche e commerciali normali con Cuba. Ha scatenato una persecuzione a qualunque azienda e al suo personale che stabilisca, o semplicemente intenda di stabilire, relazioni economiche, commerciali o scientifico tecniche con Cuba.

Non esiste alcun settore dell’economia cubana che sia stato risparmiato degli effetti extraterritoriali di questa politica. Dei 685 milioni di dollari di danni al commercio estero cubano nel 2002, come conseguenza del blocco, 178.2 milioni di dollari, il 26%, sono risultato diretto dell’effetto extraterritoriale dello stesso.

Sono numerosi gli esempi che dimostrano la continuità di questa politica senza eccezioni persino nei confronti degli alleati degli Stati Uniti. Eccone alcuni esempi:

Come parte delle solite pratiche bancarie per la raccolta consolare, l’Ambasciata di Cuba al Regno Unito ha cercato di incassare dalla Banca Citibank N.A., un assegno del valore di 30 mila libre sterline, emesso dall’Agenzia First Choice Holidays, per la vendita di tessere turistiche. Da molti anni la suddetta agenzia acquista queste tessere e ogni volta ha pagato tramite assegni della Citibank, i quali sono stati incassati senza difficoltà dall’entità cubana.

Tuttavia, nel novembre 2002, l’assegno è stato restituito. La Citibank ha spiegato l’impossibilità di rendere tale servizio a causa delle pene degli Stati Uniti contro Cuba. La agenzia di viaggi è rimasta stupidita per l’atteggiamento della banca e ha provveduto a emettere altro assegno ad altra banca britannica, il quale è stato incassato senza difficoltà.

La Citibank N.A., a Londra, è una filiale di una banca statunitense e questo atto è, secondo spiega la Citibank per scritto, risultato diretto del blocco degli Stati Uniti contro Cuba, valido anche per le succursali e banche all’estero.

In febbraio 2003, la società britannica ITS Caleb Brett, che per oltre 25 anni aveva prestato servizi all’azienda cubana Servicios Internacionales de Supervisión CUBACONTROL S.A., ha deciso di sospendere ogni rapporto con Cuba, in ottemperanza delle Regolamentazioni per il Controllo di Attivi cubani, del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

ITS Caleb Brett ha fatto circolare istruzioni a tutti i suoi uffici territoriali nel mondo perché non accettassero le domande di Cuba, né prestassero i loro servizi a qualunque carico destinato o proveniente dall’Isola. Davanti a questa situazione, l’azienda cubana ha provveduto a sostituire i servizi con quelli di altre aziende di supervisione.

Il 7 ottobre 2002, la società cubana Aerocaribean è stata costretta a ritirare dalla commercializzazione un aereo Boeing 737, affittato alla società cilena Skyservice e trasferirlo verso il Cile, luogo d’immatricolazione. La premura di questo ritiro si è dovuta al fatto che la suddetta società ha cancellato il contratto, come conseguenza delle pressioni del Governo statunitense. Questo si è verificato nella comunicazione inviata dalla Boeing, dove si spiegava che per decisione del Governo nordamericano, non poteva fornire prodotti, servizi o qualunque altro mezzo di appoggio alla Skyservice, a causa delle sue operazioni charter a Cuba. Per questo motivo, oltre gli altri danni, la società cubana ha perso circa 1 milione di dollari, per mancato adempimento di contratti sottoscritti con terzi e per l’annullamento delle trattative per stabilire voli charter.

In franca applicazione extraterritoriale della politica di blocco contro Cuba, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, in modo arbitrario, mantiene una lista di “nazionali specialmente designati” a Cuba. In essa figura la società giapponese Kyoei International che ha ampi rapporti con Cuba. Tale azione il cui scopo evidente è quello d’intimorire altre aziende, ha fatto sì che le società Toyota e Mitsubishi, non accettino la realizzazione di offerte dirette da Cuba per non correre la stessa sorte della Kyoei, e non danneggiare i loro rapporti con il mercato statunitense.

A inizio del mese di febbraio 2003 si è pubblicata un’informazione al Fairplay Daily News, nell’Internet, annunciando che Ceres Terminals, Inc,. Società statunitense che opera la terminale di container Fairview Cove, a Halifax, Canada, ha declinato di quotare il costo di carico e scarico dell’armatore Costas, giacché la linea tocca il porto dell’Avana. Secondo hanno detto, tale azione rispondeva al consiglio dei suoi legali, che temevano eventuali problemi con Washington a causa della presenza di container caricati al porto dell’Avana.

A inizio del 2003, le trattative per l’acquisto di contenitori di puré per bambini cubani si sono frustrate per il timore del fornitore straniero di vedersi esposto a eventuali pene ai sensi della Legge Helms-Burton. La ricerca di un nuovo fornitore ha provocato un ritardo notevole nell’individuazione e ulteriore acquisto del prodotto, con il conseguente danno per l’industria cubana.

Il 23 marzo 2003, si è inviato dall’Avana un container con 1 894 scatole di succhi del marchio Tropical Island, prodotto dall’azienda cubana Río Zaza, con destinazione alla società giapponese ASHU-4, tragitto che prevedeva uno scalo a un porto intermedio.

Per decisione di uno specialista della società marittima di risparmiare cinque giorni del viaggio, lo scalo ha avuto luogo a Los Angeles, Stati Uniti, il che ha favorito che per pressioni delle autorità federali nordamericane, fosse sequestrato il contenitore, sulla base delle restrizioni imposte dal blocco. Questo fatto dimostra fino a che punto irrazionale e ridicolo può arrivare la politica del blocco.

Gli Stati Uniti, autoproclamati come campioni del libero commercio nel mondo, sono gli stessi che intendono, come una condizione sine qua non, che il mondo partecipi al blocco contro Cuba, violando le norme più elementari del libero commercio.