"Radio Martí": l'impotenza della potenza

 

 

 

7 febbraio 2012 - Omar Perez Solomon http://lapupilainsomne.jovenclub.cu/

 

 

Uno dei disegni di legge che più preparazione, analisi e discussione hanno avuto alla Camera e Senato degli Stati Uniti è senza dubbio quello presentato, nei primi anni '80 del secolo scorso, che prevedeva la creazione, finanziamento e gestione da parte del governo USA di una stazione radio destinata a trasmettere esclusivamente verso Cuba.

Lo stesso presidente Ronald Reagan firmò l'ordine esecutivo 12323, il 22 settembre 1981, con il quale creava la "Commissione Presidenziale per la Radiodiffusione verso Cuba" che aveva come scopo di analizzare la creazione di un nuovo "servizio radio" specificatamente diretto verso Cuba. Va notato che uno dei suoi membri era Jorge Mas Canosa, presidente dell'organizzazione controrivoluzionaria e terrorista
Fondazione Nazionale Cubano Americana.

I progetti di legge presentati furono trattati da diversi sottocomitati e comitati di entrambe le camere, durante l'anno 1982, che convocarono numerose audizioni pubbliche in cui relazionarono esperti di programmazione radio, politiche internazionali, ingegneria, membri di varie associazioni delle emittenti, insieme a funzionari del governo degli Stati Uniti.

Nel maggio 1985, dopo un tortuoso cammino  di controversie giuridiche formali, vi fu l'avvento della stazione radio anticubana con il nome dell'apostolo dell'indipendenza di Cuba, materializzando una nuova aggressione alla sovranità dello spazio radioelettrico cubano.

Hanno pensato che queste trasmissioni sarebbero state efficaci come quelle fatte da Radio Europa Libera e Radio Libertà ai paesi dell'Europa orientale, nel senso di promuovere la sovversione politico ideologica per distruggere la Rivoluzione cubana.

Dopo quasi 27 anni di fallimentari trasmissioni della mal denominata Radio Marti  verso Cuba da parte di cinque amministrazioni degli Stati Uniti, si mostra manifesta  l'impotenza della potenza più poderosa del mondo, a realizzare i suoi obiettivi imperiali in relazione a Cuba. Tale è l'arroganza che ignorano i ripetuti richiami al governo di Washington da parte dell'
Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, un'agenzia delle Nazioni Unite.

In questi giorni, la Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni, tenutasi a Ginevra, ha ribadito che gli Stati Uniti violano le norme, a cui sono soggetti, per invadere il territorio cubano con radiofrequenze inviate da un
aereo, che interferiscono con canali televisivi e frequenze radio a onde medie e FM che sono in servizio nell'isola.

L'impiego di aerei per le trasmissioni illegali è una delle azioni più provocatorie e pericolose. Una misura come questa è stata presa, in precedenza, in situazioni di guerra, come Vietnam e Iraq, e significa una chiara violazione della sovranità cubana.

Le trasmissioni di "Radio e TV Martí" da un aereo cominciarono nell'agosto 2004 sino ai nostri giorni, spendendo una notevole quantità di denaro dei contribuenti statunitensi. Ogni emissione contro Cuba costa più di 100000 $. Tali emissioni sono finanziate con un budget approvato dal Congresso, USA, che quest'anno fiscale prevede più di 30 milioni di $.

In oltre cinque decenni, le sanzioni e le restrizioni economiche contro Cuba sono state accompagnate da operazioni diversive e iniziative per creare, finanziare e gestire una quinta colonna contro l'ordine costituzionale cubano.

L'emissione di trasmissioni radio e televisive verso Cuba dal territorio degli Stati Uniti, che oggi raggiunge più di 2000 ore settimanali di programmazione  anticubana, compresi interventi che invocano atti terroristici, è stata una vera e propria guerra in ordine tecnico, diplomatico e di intelligence, in cui la potenza imperiale ne ha fatto le spese, dal momento che, ogni giorno, si neutralizza il segnale televisivo del nemico nelle sue diverse forme e si mantiene un basso profilo di ricezione della RM.

Forse è per questo che l'attuale amministrazione di Barack Obama insiste nell'incrementare queste trasmissioni, nonostante le accuse della Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni.