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Colombia I Neofascisti di UnoAmerica riuniti in "congresso" a Bogotà |
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25 novembre 2010 - J.G. Allard www.resistenze.org da Rebelión
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L'incontro, il cui sito era rimasto segreto, è iniziato con la lettura di un comunicato di Peña Esclusa nel quale il "leader" neofascista esprime i suoi orientamenti. Nella sua missiva, il detenuto "suggerisce rispettosamente" al presidente colombiano Santos "che riconsideri le relazioni con il signor Hugo Chávez" e si congratula con il presidente salvadoregno Mauricio Funes "che dopo essere stato eletto Presidente grazie al Fronte Farabundo Martí - partito fondatore del Forum di Sao Paulo -, ha deciso di prendere le distanze dalla linea del presidente venezuelano".
In un'analisi sulla congiuntura continentale, UnoAmèrica stima che "attualmente, ci sono quattordici paesi latinoamericani, governati da forze che fanno parte o sono comunque vincolati al Forum di Sao Paulo", fonte di tutti i mali, secondo l'organizzazione. UnoAmérica ha appena ricevuto un saluto "solidale" dal terrorista cubano-americano Armando Valladares, il quale assicura che "Peña Esclusa è un "titano" della democrazia, "un uomo che ha lottato per la libertà in tutto il continente" e che "Chávez l'ha incarcerato perché ne ha paura".
Viceversa, membri della Chiesa Cattolica in Bolivia hanno appena denunciato la collusione tra appartenenti alla gerarchia della Conferenza Episcopale Latinoamericana (Celam) con l'estrema destra, a seguito di una denuncia resa nota dall'Agenzia di Notizie Fides (ANF) - diretta dal gesuita José Gramunt - secondo la quale il presidente della Celam, Raymundo Damasceno, "ricevette e benedisse" dirigenti di UnoAmérica nel corso di un'udienza concessa in Brasile.
Peña Esclusa è stato arrestato il passato 12 luglio, da agenti del Servizio Bolivariano di Intelligenza Nazionale (Sebin) dopo aver rinvenuto nella sua residenza di Caracas 900 candelotti di esplosivo militare C-4 insieme a 100 capsule di detonatori a caldo e due di tipo elettrico.
Si tratta di una quantità di esplosivo corrispondente a quattro volte quello usato per far saltare in aria il veicolo sul quale perse la vita il magistrato Danilo Anderson, assassinato il 18 novembre 2004. |