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Il traduttore si scusa per gli errori |
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America latina Kissinger si rifiutò di fermare i crimini del Piano Condor |
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13 aprile 2010 - Jim Lobe www.granma.cubaweb.cu (tratto da IPS)
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Le informazioni provengono da documenti declassificati dalla Independent National Security Archive, con sede a Washington.
Kissinger revocò, il 16 settembre 1976, l’ordine che aveva dato un mese prima agli ambasciatori, di questo paese, in Argentina, Brasile, Cile, Paraguay, Bolivia e Uruguay, che avvertissero i regimi militari della regione di non commettere una "serie di omicidi internazionali", secondo il cablo declassificato dal National Security Archive.
I documenti sono disponibili sul sito web dell’organizzazione, senza scopo di lucro, fondata nel 1985 con il sostegno di fondazioni private.
L'ordine scritto il 18 agosto e rilasciato il 23 agli ambasciatori obbedì alla "profonda preoccupazione" di Washington per informazioni che aveva ricevuto a proposito di "piani per assassinare sovversivi, politici e personaggi importanti all'interno dei confini nazionali dei paesi del Cono Sud americano e all'estero".
Ma poi, Kissinger fa marcia indietro e ordina di "non intraprendere ulteriori azioni in relazione a questa materia", secondo il cablo del 16 settembre 1976, inviato dal suo ufficio in Zambia, dove si trovava allora, il suo assistente segretario aggiunto per gli Affari Inter-Americani, Shlaudeman Harry.
"Il contrordine di Kissinger impedì una protesta diplomatica che avrebbe potuto evitare un attentato terroristico a Washington" ha segnalato Kornbluh, autore di Archivio Pinochet: un dossier declassificato su atrocità e responsabilità.
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